C’è uno spettro che si aggira per l’Italia, quello delle elezioni. Mentre noi tutti affrontiamo la crisi sanitaria e quella economico/sociale, provando a contribuire al bene comune mettendo in campo la solidarietà, l’empatia, organizzandoci nei quartieri, nei paesi e nelle città, gli uomini che guidano le Regioni hanno fretta di andare a votare perché altrimenti, ci dicono, salterebbe la democrazia. Le elezioni andrebbero pertanto anticipate dall’autunno all’estate. Fosse per De Luca, vivremmo in un perenne presente: crisi sanitaria, paura e angoscia. Perché così può speculare, può atteggiarsi a “uomo forte”, a “benefattore”, può sfoggiare il piglio decisionista, può fare il “guappo” nelle dirette FB (sempre senza confronto con la stampa, si badi bene!). De Luca, come gli omologhi Toti (Cambiamo, ex Forza Italia, Liguria) e Zaia (Veneto, Lega) vuole anticipare le elezioni per consolidare il proprio potere politico strumentalizzando la crisi. Vuole pagarsi la campagna elettorale e ...
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