Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo

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venerdì 24 settembre 2010

Questa scuola precaria, letteralmente

Non è solo un problema di insegnanti precari. Non solo di lavagne luminose o di pc che se ci sono ma non vengono utilizzati (vedi AdnKronos). Non solo di aule sovraffollate e di percentuale di immigrati da metterci dentro. La scuola ha riaperto i battenti con tante problematiche già aperte sui banchi e una riforma lanciata tra le polemiche. Ma tra i tanti discorsi forse ne è stato trascurato uno. Il problema della sicurezza. La scuola italiana è precaria sia di nome che di fatto.
VII Rapporto su sicurezza, qualità e comfort a scuola di Cittadinanzattiva
Molti edifici italiani cadono in pezzi. Lo dice il VII Rapporto "Sicurezza, qualità e comfort a scuola" elaborato e presentato pochi giorni fa da Cittadinanazattiva che in quasi un decennio ha monitorato da cima a fondo 1.529 edifici scolastici. E quest'anno la musica è la stessa: scuole poco sicure, con frequenti distacchi (e cadute) di intonaco, finestre rotte, muri imbrattati, aule e palestre sporche. Gli arredi sono cadenti, gli spazi insufficienti. Preoccupano in particolare le tante barriere architettoniche ancora presenti e situazioni ancora più pericolose come fili elettrici non coperti e norme antincendio e antisismiche assolutamente non rispettate.
Scarsa manutenzione, scarsa sicurezza e scarsa pulizia: i risultati
Su 82 edifici scolastici di ogni ordine e grado monitorati dal rapporto ImparareSicuri in 11 province e 8 regioni solo una scuola su cinque strappa la sufficienza, mentre il 16% si becca un voto molto negativo. In vista della Giornata nazionale delle sicurezza scolastica, che sarà celebrata come ogni anno il 25 novembre, il quadro del rapporto dovrebbero farci riflettere: a mancare nelle nostre scuole è soprattutto la scarsa manutenzione ordinaria (88% dei casi) e straordinaria (46%) degli edifici, con grande responsabilità delle amministrazioni locali e nazionali.
Il 93% delle aule non ha porte antipanico e le scale di sicurezza sono assenti nel 29% delle scuole a più piani. Cosa succederebbe se queste scuole dovessero essere evacuate in emergenza?
Un altro punto dolente è la pulizia: corridoi e aule sono spesso sporchi.
Nei bagni manca la carta igienica, il sapone, l'asciugamano. Ambienti sporchi sono stati trovati anche nelle biblioteche, e - dato ancor più grave - nelle mense. E passando alle certificazioni fantasma, soltanto una scuola su tre tra quelle monitorate possiede la certificazione di agibilità statica (37%), troppo poche se si considerano quante zone in Italia sono a rischio sismico.
Per tre su quattro la certificazione igienico- sanitaria è un orpello. La certificazione di prevenzione incendi è un privilegio di solo una scuola su tre.
Cosa fare?
Insomma, da un lato abbiamo una scuola sempre più hi tech, dove si annuncia l'abbandono del testo cartaceo per l'e-book per alleggerire gli zaini dei ragazzini, dall'altro quegli stessi ragazzini imparano in ambienti vecchi e fatiscenti.
L'associazione chiede più trasparenza dei dati ministeriali, più fondi per gli interventi di sicurezza strutturali, e in prospettiva un'anagrafe dell’edilizia scolastica aggiornata annualmente. L'invito alle scuole è partecipare alla campagna ImparareSicuri 2010 che dal 2002 ha coinvolto 10mila edifici.Tutte le info su Cittadinanzattiva.it.

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