Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo

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mercoledì 1 dicembre 2010

CERIMONIA DI PREMIAZAZIONE CONCORSO ARTISTICO LETTERARIO “SORGENTE"

-Seconda Edizione – 3 dicembre 2010 –C.Eu.S di Nisida Napoli -

"IL RAPPORTO TRA ME E
GLI ALTRI E' SIMILE A ..."

IUniScuoLa: Ecco il Comunicato del Ministero della Giustizia - DIPARTIMENTO GIUSTIZIA MINORILE- CENTRO PER LA GIUSTIZIA MINORILE PER LA CAMPANIA -NAPOLI
Protocollo n. 12644 Napoli, 29.11..2010
IL 3 dicembre, alle ore 9,30, presso il Centro Europeo di Studi di Nisida, si terrà la cerimonia di premiazione del 2° Concorso Artistico Letterario “Sorgente Educativa”,che ha avuto come tematica-base “Il rapporto tra me e gli altri è simile a……” e riservato a persone, adulte e minorenni, in misura penale sul territorio regionale, a studenti degli Istituti superiori campani e cadetti della “Nunziatella” di Napoli.
L’evento è stato promosso da questo Centro, insieme all’Ufficio dell’Esecuzione Penale Esterna del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania, all’Ufficio Scolastico Regionale ed al Comando della Scuola Militare “Nunziatella”, con il contributo dell’Istituto Banco di Napoli- Fondazione.
Durante la manifestazione, verranno presentati e letti gli elaborati e le opere giudicate vincitrici da un’apposita Commissione interistituzionale, e saranno consegnate simboliche “chiavi”ai vincitori delle diverse categorie e delle sezioni in concorso (racconto breve, poesia ed arti figurative); inoltre, il cantautore Pino De Maio, da sempre impegnato sulle tematiche del disagio e della devianza minorile, insieme ad un gruppo di ragazzi dell’Istituto Penale per Minorenni di Nisida, interverrà con alcuni brani musicali tratti dal suo spettacolo “Maria Luna”, presentato di recente al Teatro Mercadante durante la rassegna “Il carcere possibile”.
Saranno presenti alla cerimonia Autorità istituzionali, militari,della Magistratura, del mondo dell’associazionismo e del volontariato.
Invitiamo, quindi, vivamente codesta Redazione a voler segnalare l’evento e presenziare alla manifestazione, degna di rilievo e di attenzione della pubblica opinione, sensibile alle questioni della legalità, della prevenzione, della solidarietà e del recupero delle fasce deboli della società.
Si prega di prendere contatti con questa Direzione per gli accordi particolari relativi alla eventuale gradita partecipazione della stampa accreditata (C.G.M. te.081.7448111 central.- 081.7448244 diretto area tecnica- fax 081.7448284- e mail:cgm.napoli.dgm@giustizia.it – raimondo.ciasullo@giustizia.it ).Si allega brochure.
Cordiali saluti. f.to Il Dirigente Dr.Sandro Forlani
Locandina

martedì 23 novembre 2010

Concorso-corso Comune di Napoli: primi risultati prove orali


La Commissione ING8 comunica le nuove date di convocazione dei candidati ammessi alle prove orali, ripristinando integralmente l’ordine di convocazione originariamente previsto.
Sono iniziate il 15 novembre le prove orali del "concorsone", che si stanno svolgendo a Roma presso la sede Formez di viale Marx 15*.Per il profilo di Istruttore Direttivo Amministrativo (AG7), ci sono già i primi 3 vincitori in pectore in attesa della convalida da parte della Commissione Interministeriale Ripam.

Iniziate anche le prove per i profili VG6, AS7, AG6, CF6, TI8, CF8, CF7, ARCH8. Disponibili i risultati delle prime giornate. leggi tutto


venerdì 24 settembre 2010

Questa scuola precaria, letteralmente

Non è solo un problema di insegnanti precari. Non solo di lavagne luminose o di pc che se ci sono ma non vengono utilizzati (vedi AdnKronos). Non solo di aule sovraffollate e di percentuale di immigrati da metterci dentro. La scuola ha riaperto i battenti con tante problematiche già aperte sui banchi e una riforma lanciata tra le polemiche. Ma tra i tanti discorsi forse ne è stato trascurato uno. Il problema della sicurezza. La scuola italiana è precaria sia di nome che di fatto.
VII Rapporto su sicurezza, qualità e comfort a scuola di Cittadinanzattiva
Molti edifici italiani cadono in pezzi. Lo dice il VII Rapporto "Sicurezza, qualità e comfort a scuola" elaborato e presentato pochi giorni fa da Cittadinanazattiva che in quasi un decennio ha monitorato da cima a fondo 1.529 edifici scolastici. E quest'anno la musica è la stessa: scuole poco sicure, con frequenti distacchi (e cadute) di intonaco, finestre rotte, muri imbrattati, aule e palestre sporche. Gli arredi sono cadenti, gli spazi insufficienti. Preoccupano in particolare le tante barriere architettoniche ancora presenti e situazioni ancora più pericolose come fili elettrici non coperti e norme antincendio e antisismiche assolutamente non rispettate.
Scarsa manutenzione, scarsa sicurezza e scarsa pulizia: i risultati
Su 82 edifici scolastici di ogni ordine e grado monitorati dal rapporto ImparareSicuri in 11 province e 8 regioni solo una scuola su cinque strappa la sufficienza, mentre il 16% si becca un voto molto negativo. In vista della Giornata nazionale delle sicurezza scolastica, che sarà celebrata come ogni anno il 25 novembre, il quadro del rapporto dovrebbero farci riflettere: a mancare nelle nostre scuole è soprattutto la scarsa manutenzione ordinaria (88% dei casi) e straordinaria (46%) degli edifici, con grande responsabilità delle amministrazioni locali e nazionali.
Il 93% delle aule non ha porte antipanico e le scale di sicurezza sono assenti nel 29% delle scuole a più piani. Cosa succederebbe se queste scuole dovessero essere evacuate in emergenza?
Un altro punto dolente è la pulizia: corridoi e aule sono spesso sporchi.
Nei bagni manca la carta igienica, il sapone, l'asciugamano. Ambienti sporchi sono stati trovati anche nelle biblioteche, e - dato ancor più grave - nelle mense. E passando alle certificazioni fantasma, soltanto una scuola su tre tra quelle monitorate possiede la certificazione di agibilità statica (37%), troppo poche se si considerano quante zone in Italia sono a rischio sismico.
Per tre su quattro la certificazione igienico- sanitaria è un orpello. La certificazione di prevenzione incendi è un privilegio di solo una scuola su tre.
Cosa fare?
Insomma, da un lato abbiamo una scuola sempre più hi tech, dove si annuncia l'abbandono del testo cartaceo per l'e-book per alleggerire gli zaini dei ragazzini, dall'altro quegli stessi ragazzini imparano in ambienti vecchi e fatiscenti.
L'associazione chiede più trasparenza dei dati ministeriali, più fondi per gli interventi di sicurezza strutturali, e in prospettiva un'anagrafe dell’edilizia scolastica aggiornata annualmente. L'invito alle scuole è partecipare alla campagna ImparareSicuri 2010 che dal 2002 ha coinvolto 10mila edifici.Tutte le info su Cittadinanzattiva.it.

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mercoledì 15 settembre 2010

La scuola per i disabili oggi non inizia... ma finisce!

Manifestazionein difesa della scuola dell'integrazione
Mercoledì 15 settembre
2010Regione Campaniavia S.Lucia - Napoli
Si chiama così la manifestazione indetta per oggi 15 settembre a Napoli - davanti alla sede della Regione Campania - da parte dell'Associazione Tutti a Scuola, cui parteciperanno tutti quei bambini con disabilità impossibilitati a cominciare il nuovo anno scolastico a seguito delle scelte di politica economica del Governo.
Per l'occasione gli alunni con disabilità e i loro genitori doneranno i propri zainetti e quaderni al presidente della Regione Campania, con l'auspicio che vengano recapitati al ministro Gelmini
La scuola per i disabili oggi non inizia... ma finisce!: si chiama così la manifestazione promossa per mercoledì 15 settembre dall'associazione napoletana Tutti a Scuola - con l'abituale incisività e originalità - dinanzi alla sede della Regione Campania (Via Santa Lucia a Napoli, ore 9.30-13), in difesa della scuola dell'integrazione e dell'inclusione.
«Alla manifestazione - spiega Antonio Nocchetti, responsabile di Tutti a Scuola - saranno presenti i bambini disabili impossibilitati a cominciare l'anno scolastico a seguito delle scelte di politica economica del Governo Berlusconi e nel corso dell'iniziativa verranno distribuiti a tutti i dati nazionali e quelli riferiti alla Regione Campania e alla Provincia di Napoli, riguardanti gli alunni con disabilità, gli organici, le risorse economiche e la formazione di classi con oltre due ragazzi con disabilità grave».

dal sito web Superando.it

Da segnalare infine che gli alunni con disabilità e i loro genitori doneranno anche i loro zainetti e quaderni al presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, auspicando, aggiunge Nocchetti, «che essi vengano ricapitati al ministro dell'Istruzione Gelmini». (S.B

domenica 12 settembre 2010

USP Napoli:Le ultime Novità ...

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12.09
Personale Docente: Calendario per l'individuazione dei docenti destinatari di rapporti di lavoro a tempo determinato, dalle graduatorie ad esaurimento (scuola secondaria di I grado).
11.09
Personale Docente: Contratti a tempo indeterminato scuola primaria e scuola dell'infanzia - scelta della sede di servizio a.s. 2010/11. Rinvio.
Personale Docente: Calendario di convocazione per eventuale stipula contratti a tempo determinato del personale docente della scuola primaria (già scuola elementare) e della scuola dell'infanzia (già scuola materna).
Personale Docente: Utilizzazioni e Assegnazioni provvisorie - Scuole Secondarie di I grado - A.S. 2010/11.
ersonale Dirigente: Graduatorie di circolo e d’istituto di I fascia del personale docente a.s. 2010/2011. Chiarimenti.
Personale Docente: Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie provinciali e interprovinciali, per la scuola di secondo grado

ersonale Docente: Rettifiche al movimento dei trasferimenti e passaggi riguardanti il personale docente in servizio negli istituti di istruzione secondaria di II grado.
Personale Docente: Calendario per l'individuazione dei docenti destinatari di rapporti di lavoro a tempo determinato, dalle graduatorie ad esaurimento (scuola secondaria di II grado).
10.09
Personale A.T.A.: Graduatoria – definitive - delle assegnazioni provvisorie nell’ambito della provincia e da fuori provincia, a.s. 2010/11.
Personale Docente: Decreto di rettifica n° 2 alle graduatorie definitive ad esaurimento scuola secondaria di II grado 2010-11.

Continua ...

giovedì 22 luglio 2010

Il bilancio per il cittadino - Comune di Napoli

di Marika Arena, Giovanni Azzone, Tommaso Palermo
Il rapporto Civicum-Politecnico di Milano sul Comune di Napoli ha
l’obiettivo di sintetizzare le principali informazioni contenute nel
rendiconto del Comune
Per rendere tali informazioni più “significative” per il cittadino, in
particolare:
Le informazioni vengono articolate per “politiche”, in modo da
comprendere le risorse realmente destinate a ogni politica
comunale;
I valori vengono comparati con quelli delle principali realtà
nazionali, in modo da cogliere le specificità di Napoli;
Per tre aree specifiche (ambiente, cultura e sport) i dati di spesa
vengono messi in relazione con le caratteristiche dei servizi
effettivamente erogati, anch’esse espresse in termini comparati
con altre realtà comunali in particolare quelle caratterizzati da
“vicinanza” geografica e omogeneità dimensionale
Infine, vengono aggiornati i dati dello studio 2008, relativi alle aree asili nido e infanzia, anziani, sicurezza
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martedì 1 giugno 2010

Diamo i numeri, quelli giusti, però!


Di numeri, infatti, ne sono circolati sin troppi, in questi giorni di Manovra Finanziaria, ma ben pochi si sono presi la briga di verificarli, di analizzarli al meglio, di scomporre i dati, forniti ad arte per ottenere una serie di risultati eclatanti: prima di tutto individuare un nemico comune(il "falso invalido"), in secondo luogo indicare un possibile grande risparmio "etico" (la spesa destinata a ingrassare i falsi invalidi e le loro ricche famiglie), in terzo luogo spostare l’attenzione da altre criticità della manovra, e infine precostituirsi un alibi di fronte all’eventualità, tutt’altro che remota, di non riuscire a recuperare grandi cifre da questa poderosa lotta contro i "lestofanti a rotelle" o "pseudociechi" o "falsi sordi".Ciò che resta, in realtà, è un enorme danno di comunicazione, destinato a durare nel tempo .

È il momento di dare i numeri. Quelli giusti, però. Perché in questa vicenda dei tagli previsti dalla manovra economica e di pesante sottolineatura da parte del ministro Tremonti della rilevanza della spesa sostenuta per gli invalidi (altro che "persone con disabilità", siamo tornati bruscamente al "burocratese" e dunque "siamo tutti invalidi"!),
di numeri ne sono circolati parecchi, grazie anche al meccanismo del "copia e incolla" dai comunicati ministeriali, una pratica evidentemente in auge nel giornalismo di informazione italiano, anche da parte di firme illustri, di fustigatori dei costumi e del malcostume.
Nessuno, infatti, si è preso la briga di verificare i numeri, di analizzare al meglio le cifre, di scomporre i dati, forniti ad arte per ottenere una serie di risultati eclatanti: prima di tutto individuare un nemico comune (il "falso invalido"), in secondo luogo indicare un possibile grande risparmio "etico" (la spesa destinata a ingrassare i falsi invalidi e le loro ricche famiglie), in terzo luogo spostare l’attenzione da altre criticità della manovra, e infine precostituirsi un alibi di fronte all’eventualità, tutt’altro che remota, di non riuscire a recuperare grandi cifre da questa poderosa lotta contro i "lestofanti a rotelle", o "pseudociechi", o "falsi sordi". Questo lo scenario, e questi i numeri.
2,7 milioni di invalidi civili
Tanti sono secondo il ministro Tremonti, ma non è così. Questo numero, infatti, è solo la somma delle prestazioni fornite agli invalidi, dal momento che in molti casi le prestazioni appunto si sommano: ad esempio pensione di invalidità e indennità di accompagnamento.
Perciò in realtà il numero complessivo di invalidi civili è di circa 2 milioni.
Grande enfasi è stata posta sulla scoperta di falsi invalidi (i casi eclatanti dei "ciechi che guidano", per fare un esempio), ma forse è utile sapere che in tutto (fonte INPS 2009), i ciechi assoluti che percepiscono la pensione (277,57 euro) sono soltanto 40.614. Salgono a 50.376 se si contano i ciechi assoluti che percepiscono l’indennità di accompagnamento 783,60 euro, a riprova che solo 10.000 ciechi assoluti superano il limite di reddito previsto per ottenere la pensione. Quale grande risparmio sarebbe mai possibile incidendo su questi numeri?
273.726 assegni di invalidità
Tanti sono quelli erogati nel 2009 a invalidi civili compresi fra il 74 e il 99%.
La Manovra interviene sulla percentuale minima di invalidità richiesta per la concessione dell’assegno: viene elevata all'85% a partire dal 1° giugno [oggi, N.d.R.] e sarà applicata solo alle nuove domande. Rimangono fermi gli altri requisiti reddituali e di inoccupazione.
Con questa disposizione non si colpiscono i disabili "più gravi", ma sicuramente quelli che attualmente hanno meno tutele, meno garanzie. Persone escluse dal mondo del lavoro e comunque con un reddito personale bassissimo, già sottoposte a requisiti molto stringenti. Per intenderci: una persona con l’80% di invalidità, disoccupata e priva di reddito, non avrà più diritto all’assegno mensile di assistenza, a meno che non ne sia già in possesso. Si tratta di un danno notevole per i singoli, senza un effettivo impatto positivo sui bilanci dello Stato.
«Facciamo due conti - e cito una puntigliosa analisi di Carlo Giacobini, apparsa in questo stesso sito [la si legga cliccando qui, N.d.R.] -. Nel 2009 i titolari di assegno mensile di assistenza erano 273.726, la percentuale richiesta 74-99%, l’importo mensile 256, quello annuale 3.328. Dal primo giugno 2010 si eleva la percentuale minima all’85%. Supponiamo per assurdo che - di punto in bianco - ci siano 50.000 nuovi casi in un anno (cioè oltre il 20% dell’attuale universo) e che a tutti questi casi venga riconosciuta un’invalidità inferiore all’85%. In questa ipotesi il risparmio sarebbe di 166.400.000 euro (50mila x 3.328 euro). Ovviamente non è pensabile che le domande siano 50.000: negli ultimi anni, infatti, si sono registrati mediamente fra i 10 o 15.000 nuovi casi l’anno. Non è credibile nemmeno che tutte le percentuali di invalidità riconosciute siano inferiori al 85%. Quindi 166 milioni non sono raggiungibili neanche lontanamente». E infatti una stima forse realistica parla di un risparmio possibile di 30 milioni di euro.
7.000 euro
Questa cifra corrisponde al costo medio di una causa civile, intentata come ricorso per aver visto decurtata o annullata l’erogazione di una prestazione per invalidità. Al momento sono pendenti 400.000 cause di questo genere. Il giro d’affari è dunque enorme, 2 miliardi e 800 milioni di euro. Inutile dire che molto spesso lo Stato soccombe ai ricorsi e deve ripristinare le indennità o le pensioni soppresse.
2.500 euro
Questo è il costo medio mensile per il mantenimento di una persona con disabilità non autosufficiente, in ambito familiare. L’indennità di accompagnamento (480 euro) incide dunque per meno del 20 per cento sulla spesa complessiva.
0 euro
È la cifra in bilancio quest’anno per il Fondo per le Non Autosufficienze (erano 400 milioni per il 2009). Gli stanziamenti regionali compensativi sono disuguali sul territorio nazionale e comunque cresce rapidamente la partecipazione alla spesa per servizi da parte delle famiglie.
Per finire
L’aumento delle prestazioni agli invalidi civili sta diminuendo negli ultimi anni. Nel 2008 le prestazioni erogate sono aumentate del 5,9% rispetto all'anno precedente. Nel 2009 l'aumento è stato del 4,5%. Il trend è in calo (fonte INPS, Relazione Annuale 2009, pagina 165). Dunque: tanto rumore per nulla. O quasi. Ma chi davvero non potrà più accedere a prestazioni minime come la pensione o l’assegno di invalidità, sarà vittima di numeri falsi, di numeri diffusi volutamente per convincere un’opinione pubblica distratta e stanca.
I numeri che non ci sono
Manca una seria analisi dei dati economici relativi alla povertà delle persone con disabilità. Se è vero che è nettamente maggiore il numero di pensioni di invalidità al Sud, questo significa anche che al Sud una persona disabile non trova lavoro e dunque, a parità di certificazione corretta, ha diritto alla pensione.
Al Nord il livello di occupazione delle persone disabili è nettamente superiore, ma questo dato non viene mai citato. Si preferisce il luogo comune della "disonestà meridionale". Senza contare, come ha argomentato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (sic!) Gianfranco Miccichè: «A un'area, quella del Nordest, già piena di imprese, si è consentito di non pagare tasse, perché per 20 anni non si è fatta una sola indagine fiscale; contemporaneamente, in Sicilia, piuttosto che meccanismi strutturali di compensazione alla disoccupazione, si è permessa la facile concessione dell'invalidità civile, oltre al contributo a fondo perduto a chi faceva impresa creando una mostruosità di incompetenza imprenditoriale».
E soprattutto manca, al termine della manovra, una stima realistica del risparmio effettivo. Ma il danno di comunicazione è enorme, e durerà nel tempo.

Fonte Superando.it (di Franco Bomprezzi*)

domenica 9 maggio 2010

UE: Corte di giustizia per l'Italia sulla gestione dei rifiuti


La Commissione si accinge ad adire la Corte di giustizia delle Comunità europee contro l'Italia in merito all'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania. Si appresta inoltre a inviare un primo avvertimento per la mancata esecuzione nel Lazio della sentenza con cui la Corte di giustizia ha sancito che l'Italia è venuta meno all'obbligo di adottare piani regionali di gestione dei rifiuti. Se l'Italia non si conformerà, la Commissione ha il potere di chiedere alla Corte l'imposizione di ammende.
Per l'emergenza che ha colpito Napoli e la Campania, dove i rifiuti non raccolti e i roghi hanno rappresentato una grave minaccia per la salute e per l'ambiente, a causa della propagazione di malattie e dell'inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo, la Commissione ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia nel giugno dello scorso anno per violazione della direttiva quadro UE relativa ai rifiuti, ha inviato un ultimo avvertimento il 1° febbraio 2008 ed ha effettuato una missione di accertamento a Napoli e nelle zone circostanti.
Anche se l'emergenza si è ridotta, la Commissione ritiene che le misure adottate non siano adeguate per risolvere nel lungo periodo il problema dei rifiuti nella regione. Un nuovo piano di gestione dei rifiuti per la Campania è stato adottato alla fine del dicembre 2007, ma alla Commissione risulta che il precedente piano, adottato più di un decennio fa, non è stato mai correttamente attuato.
Inoltre, le autorità italiane si sono rivelate incapaci di indicare un calendario chiaro per il completamento e la messa in servizio degli impianti di selezione, delle discariche, degli incineratori e delle altre infrastrutture necessarie per risolvere i problemi dei rifiuti che affliggono la regione.
Per questi motivi, per la mancata osservanza della direttiva quadro sui rifiuti, la Commissione ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di giustizia delle Comunità europee.
La direttiva impone, tra l'altro, agli Stati membri di assicurare che i rifiuti vengano raccolti o smaltiti senza pericolo per la salute umana, di vietare l'abbandono o lo smaltimento incontrollato dei rifiuti e di creare una rete integrata e adeguata di impianti di smaltimento.
Per il Lazio la Commissione si accinge a inviare all'Italia una prima lettera di avvertimento ai sensi dell'articolo 228 del trattato in merito alla mancata adozione da parte della Regione Lazio del piano di gestione dei rifiuti. L'articolo 228 si applica quando uno Stato membro non ha dato piena esecuzione ad una sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee. L'articolo attribuisce alla Commissione il potere, dopo l'emanazione di due avvertimenti, di deferire lo Stato membro alla Corte una seconda volta e di chiedere che vengano inflitte ammende.
Nel giugno 2007 la Corte di giustizia ha condannato l'Italia per l'assenza dei piani di gestione dei rifiuti di alcune regioni e provincie. I piani sono obbligatori ai sensi della direttiva quadro sui rifiuti e della direttiva sui rifiuti pericolosi. L'Italia ha successivamente adottato i piani di gestione dei rifiuti per tutte le regioni e provincie interessate, ad eccezione del Lazio.
Le procedure comunitarie prevedono che la Commissione ha la facoltà di procedere nei confronti di uno Stato membro che
non adempie ai propri obblighi (articolo 226 del trattato).
che non si sia conformato ad una precedente sentenza della Corte di giustizia delle Comunità europee (articolo 228).
Può inoltre chiedere alla Corte di infliggere sanzioni pecuniarie allo Stato membro interessato.
Le ultime statistiche generali sulle infrazioni sono disponibili sul sito: http://ec.europa.eu/environment/law/index.htm(Fonte: Europe Press Releases)


Leggi UE: Corte di giustizia per l'Italia sulla gestione dei rifiuti

mercoledì 5 maggio 2010

Dirigenti in Sicilia, Cga: “il concorso va ripetuto”

Concorso per Dirigenti Scolastici:
Leggi i risultati del sondaggio


«Al dirigente dell’Usr Sicilia il compito, quindi, di fissare le nuove date per l’espletamento delle prove scritte del concorso»

Altro “colpo di scena” nella vicenda del concorso a dirigenti scolastici avviato nel 2004: il Consiglio di giustizia amministrativa della regione Sicilia annulla le ordinanze del Tar di Palermo che avevano sospeso il provvedimento di avvio del nuovo concorso e la nomina della nuova commissione.
Continua la “querelle” sul concorso per dirigenti scolastici che da una parte vede i vincitori del concorso del 2004 (mantenuti nell'incarico e nelle rispettive sedi fino all'espletamento della nuova procedura concorsuale, con inevitabili disagi per chi ritiene di non avere alcuna colpa nelle questioni che hanno portato all’annullamento del suddetto concorso) e dall’altra candidati che intendono tutelare la propria posizione.
Con l’ordinanza n. 81 dello scorso 28 gennaio, il Tribunale amministrativo siciliano - sezione di Palermo - aveva sospeso il provvedimento (decreto dell'Usr Sicilia prot. n. AOO.DIRSI.REG.UFF.245 dell'8 gennaio 2010) che avrebbe dovuto dare l’avvio alla rinnovazione della procedura concorsuale di cui al D.D.G. 22/11/2004, annullata dallo stesso Cga. Praticamente, il Tribunale, accogliendo la richiesta di un gruppo di candidati vincitori del concorso, aveva ritenuto illegittima la determinazione dell’Uffico scolastico regionale di procedere alla ripetizione delle prove scritte del concorso, in quanto secondo il Tar sarebbe stato sufficiente per eseguire correttamente le decisioni del Cga (Consiglio di giustizia amministrativa) provvedere soltanto alla rivalutazione di tutti gli elaborati scritti presentati dai concorrenti nel 2006, purché venisse mantenuto l’anonimato.
Adesso, con le ordinanze n. 399 e n. 400 dello scorso 27 aprile, il Cga della Sicilia, accogliendo i ricorsi in appello, ha annullato le ordinanze n. 81/2010 e n. 96/2010 con le quali il Tar di Palermo aveva di fatto sospeso il provvedimento di avvio del nuovo concorso e la nomina della nuova commissione.Nella motivazione, il Cga della Sicilia dichiara che “appaiono interamente travisati i chiari contenuti della decisione emessa da questo Consiglio di Giustizia in sede di esecuzione di giudicato di cui costituisce ottemperanza il provvedimento oggetto della misura cautelare”. Accogliendo il ricorso, il Consiglio di giustizia amministrativa dispone, in riforma dell’ordinanza impugnata “la reiezione dell’istanza cautelare” proposta in primo grado: “l’Amministrazione Scolastica è tenuta a conformarsi alla decisione emessa in sede di esecuzione di giudicato, e, pertanto, l’ordinanza impugnata deve essere riformata nel senso della reiezione dell’istanza cautelare proposta in primo grado”.
Al dirigente dell’Usr Sicilia il compito, quindi, di fissare le nuove date per l’espletamento delle prove scritte del concorso.
(di A.T)
Fonte La Tecnica della Scuola 04/05/2010
Leggi Dirigenti in Sicilia, Cga: “il concorso va ripetuto”

lunedì 26 aprile 2010

Scuola/ Sentenza Consiglio Stato, per sindacati è inaccettabile



Donofrio:diniego apprendimento deboli
Cgil: lesi diritti alunni

I sindacati della scuola respingono con fermezza la decisione del Consiglio di Stato di accordare agli studenti disabili il diritto all'insegnante di sostegno prevedendo, però, la limitazione dell'orario scolastico qualora vi fossero dei problemi nei finanziamenti statali: "la decisione del Consiglio di Stato - dichiara ad Apcom Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil - è inaccettabile perchè contrasta con la sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito il pieno diritto degli alunni con disabilità a fruire di docenti di sostegno".

Il Consiglio di Stato ha però deciso, pur confermando il pieno diritto al sostegno, che l'orario di supporto allo studente disabile, anche se grave, dovrà essere ripamarametrato tenendo conto della mancanza di fondi: "condizionare tale diritto ai fondi - sostiene Pantaleo - significa limitare la possibilità di riparametrare l'orario di supporto in base alla effettiva gravità della disabilità e alle domande delle famiglie. Si tratta quindi di un pronunciamento che è in palese contraddizione con quanto stabilito dalla Corte Costituzionale".

Stessa interpretazione, negativa, viene espressa da Leonardo Donofrio dello IUniScuola: "ridurre le ore di sostegno al disabile grave per contenere i costi - dichiara il sindacalista - comporta solo un diniego all'apprendimento ai più deboli dei diversamenti abili". Roma, 26 apr. (Apcom)

venerdì 16 aprile 2010

Non accettiamo più il silenzio di Trenitalia



Prende atto, il Movimento Rinnovamento Democratico, della mancata risposta da parte di Trenitalia ad alcune richieste ufficialmente espresse alcuni mesi fa, per garantire la sicurezza in viaggio delle persone con disabilità, per lo più visiva.
Una serie di istanze, per altro, che non comportano oneri di spesa, ma una semplice razionalizzazione di servizi già previsti. Di fronte a ciò, dunque, lo stesso Movimento Rinnovamento Democratico ha indetto due giornate di mobilitazione, per il 15 e 16 aprile, davanti alla sede romana di Trenitalia

Erano state sette le richieste presentate dal Movimento Rinnovamento Democratico (Nulla su di Noi, Niente senza di Noi), nel corso di un incontro del 21 ottobre 2009 con i vertici di Trenitalia, per ottenere una razionalizzazione del servizio di trasporto ferroviario riguardante le persone con disabilità. Vale senz'altro la pena riportarli tutti e sette:

1. Al passeggero con disabilità visiva che viaggia senza accompagnatore personale dev'essere assicurata la prenotazione di un posto nel vagone immediatamente attiguo alla postazione del personale viaggiante e comunque sotto la sorveglianza di quest'ultimo, al fine che egli non venga "disperso" fra gli altri passeggeri in posti qualsiasi e lontani dall'attenzione del personale stesso. Il fatto che Trenitalia abbia contrassegnato con numerazione Braille i posti riservati ai disabili, sta ad indicare che essi erano stati originariamente pensati per persone cieche e non si capisce perché non se ne sia più tenuto conto.

2. La richiesta di cui al punto 1 assicura la soddisfazione di un'altra fondamentale e importante esigenza: la vicinanza ai servizi igienici che la persona con disabilità visiva potrebbe raggiungere autonomamente, cosa che non avviene nel caso in cui venisse assegnato un posto qualsiasi in un vagone qualsiasi. Infatti, se alla persona con disabilità visiva venisse assegnato un posto al centro del vagone e comunque non attiguo ai servizi igienici, risulterebbe estremamente difficile allontanarsi dal suo posto e ritornare ad esso, in quanto è pressoché impossibile individuarne l'esatta ubicazione, in assenza di qualsiasi contrassegno Braille.

3. La richiesta di cui al punto 1 fa sì che la persona cieca che deve scendere dal convoglio, in presenza di un addetto del personale di bordo non rischi di farlo dal lato dei binari e quindi dalla parte vietata per motivi di estrema sicurezza. Inoltre il disabile verrebbe facilmente individuato dal personale dell'assistenza a terra in caso di fermate brevissime in stazioni secondarie.

4. Chiediamo inoltre che sui convogli sia sempre attivo l'annuncio vocale delle fermate in modo che la persona con disabilità visiva possa rendersi conto del luogo in cui si trova.

5. Carrelli sollevatori funzionanti.

6. Servizio assistenza ai viaggiatori disabili anche in caso di pullman sostitutivi dei treni. I pullman stessi devono essere attrezzati per il trasporto anche di viaggiatori in carrozzina.

7. Segnalazioni Braille in corrispondenza di quelle per il resto dei viaggiatori.

Ebbene, oggi, a tanti mesi di distanza, il Movimento Rinnovamento Democratico denuncia il perdurante mancato rispetto di tutti quei punti e il silenzio totale di Trenitalia, nonostante si tratti di una serie di rivendicazioni che non comportano investimenti, ma una semplice razionalizzazione dei servizi attualmente previsti.
Di fronte a ciò l'organizzazione ha deciso di promuovere due giornate di mobilitazione - giovedì 15 e venerdì 16 aprile - che si concretizzeranno in una manifestazione di protesta (ore 9.30- 15) di fronte ai cancelli della sede romana di Trenitalia (Piazza della Croce Rossa), alla quale sono invitate tutte le persone con disabilità e le loro organizzazioni.

«Riteniamo che le rivendicazioni presentate a Trenitalia in sette punti - spiegano i responsabili del Movimento Rinnovamento Democratico - siano di fondamentale e irrinunciabile importanza per la sicurezza dei viaggiatori con disabilità, oggi costretti a disagi non certo lievi. Si tratta per lo più di richieste finalizzate a garantire la sicurezza delle persone con disabilità visiva, assicurandone davvero la mobilità senza rischi. Esse, tra l'altro, sono in linea con quanto già previsto dal Parlamento e dal Consiglio Europeo con il regolamento del trasporto di viaggiatori con disabilità [il riferimento è al Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007, entrato in vigore il 3 dicembre 2009, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario, che si può leggere integralmente cliccando qui. Ad esso il nostro sito ha dedicato un'ampia analisi raggiungibile cliccando qui, N.d.R.]».
«Noi crediamo - concludono dal Movimento Rinnovamento Democratico - che le nostre richieste possano essere di facile e immediata attuazione. Facciamo però presente che la qualità delle nostre rivendicazioni e la semplicità di soluzione non rende tollerabili altri rinvii o un'ulteriore sottovalutazione di esse». (Superando.it S.B.)

lunedì 22 marzo 2010

Personale A.T.A.: l'U.S.P. di Napoli ha pubblicato il concorso 24mesi


«Presentazione della domanda di ammissione/aggiornamento
(SCADENZA 19 APRILE 2010)»


IUniScuoLa Napoli: Ecco il decreto di pubblicazione dei Bandi Concorsi
del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Campania
UFFICIO SCOLASTICO PROVINCIALE DI NAPOLI
Prot. n° AOOUSPNA 1164 Napoli, 19 Marzo 2010
Ai Dirigenti Scolastici
Degli Istituti e Scuole di
Ogni ordine e grado di
Napoli e Provincia

Alle OO.SS della Scuola
Loro Sedi
All’Albo - SEDE

Oggetto : Trasmissione Bandi Concorsi personale A.T.A.
In riferimento alla nota del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania prot. AOODRCA Uff. Dir. 4885 del 12/03/2010 con la quale sono stati trasmessi i bandi di concorso relativi al Personale amministrativo, tecnico ed ausiliario della scuola si comunica che gli stessi sono pubblicati in data odierna contemporaneamente all’albo di quest’ufficio (consultabili sul sito internet http://www.csa.napoli.bdp.it/) e di tutte le istituzioni scolastiche statali della provincia di Napoli in data 19 Marzo 2010.

Si precisa che il termine di presentazione delle domande presso l’U. R. P. di questo ufficio (o con raccomandata a. r.) scade il 19 Aprile 2010.

Si sottolinea, infine, che l’allegato H è integrativo e non sostitutivo della dichiarazione a tal fine resa dal candidato nei moduli domanda B1 e/o B2, e le dichiarazioni concernenti i titoli di riserva, i titoli di preferenza limitatamente alle lettere M, N, O, R e S, nonché le dichiarazioni concernenti l’attribuzione della priorità nella scelta della sede di cui agli art. 21 e 33, commi 5, 6 e 7 della legge 104/92 devono essere necessariamente riformulate dai candidati che presentino domanda di aggiornamento della graduatoria permanente, in quanto trattasi di situazioni soggette a scadenza che, se non riconfermate, si intendono non più possedute.
Per quanto riguarda il modello di richiesta delle sedi ai fini dell’inserimento nelle graduatorie d’istituto di I fascia, modello G, si raccomanda a coloro che presentano domanda di aggiornamento , anche in caso di riconferma delle sedi, di ripresentare il predetto modello, attese anche le variazioni intervenute sui corrispondenti codici meccanografici a seguito dei piani di dimensionamento della rete scolastica approvati.

f.to IL DIRIGENTE Luigi De Filippis